365 STRANGERS

One stranger a day, for 365 days

Savona. Lui è Simone. Lo noto in una delle piazze della città, è immobile, e tiene in mano uno skate rosso, come la felpa e la bandana che indossa. Accetta subito. “Cosa devo fare?” Gli racconto che sono stato colpito dal suo aspetto e da quel suo strano modo di aspettare. Sembravi stranito, quasi come non sapessi cosa fare. Mi dice che stava aspettando le campane delle 18.00. “…mi hanno detto che qui tutti i giorni alle 18 tutto si ferma. I passanti, le macchine, i bus. Lo fanno per commemorare i caduti. Ma credo di essere arrivato in ritardo di un minuto. L’unico immobile ero io.” Ridiamo insieme, e scopro che passerà l’estate qui, i suoi genitori si sono appena trasferiti da Torino e hanno aperto un ristorante in Darsena. Sembra felice, gioioso. Ha un tatuaggio sulla caviglia, Micky Mouse che sorride senza occhi. È buffo. È il suo motto: Non servono gli occhi per vedere ciò che è essenziale. L’essenziale è invisibile agli occhi.

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